Costruire un marchio richiede tempo e denaro, e prima o poi qualcuno pone la domanda ovvia: funziona? Misurare la notorietà e la percezione di un marchio è più difficile che misurare una campagna di vendita, perché gli effetti si trovano in parte nella testa delle persone e si manifestano spesso con ritardo. Ma «difficile da misurare» non significa «impossibile da misurare». Con il giusto mix di metodi, qualsiasi azienda – da una PMI regionale a un marchio nazionale – può verificare se sta diventando più conosciuta, meglio compresa e scelta più spesso.
Questo articolo si concentra sul come misurare: quali metodi esistono, quali metriche contano e come impostare un piano di misurazione pratico. Ciò che il branding produce in termini economici – potere di prezzo, costi di acquisizione più bassi, valore aziendale – è trattato nel nostro articolo complementare sull'impatto economico di un buon branding.
Perché misurare?
- Per giustificare gli investimenti. Direzione e proprietari vogliono sapere se la spesa per il marchio crea valore.
- Per orientare le scelte. I dati mostrano quali canali, messaggi e regioni funzionano e dove l'impegno va sprecato.
- Per capire la propria posizione. La notorietà ha senso solo nel confronto con i concorrenti.
- Per individuare presto i problemi. Un ricordo in calo o un sentiment in peggioramento emergono spesso mesi prima che se ne accorgano le vendite.
Che cosa misurare esattamente: il funnel del marchio
«Notorietà del marchio» viene spesso usato come termine generico. È utile scomporlo in fasi:
- Notorietà spontanea (ricordo). Quali marchi vengono in mente spontaneamente per una categoria? «Citi le agenzie di branding che conosce a Berna.» Essere nominati per primi («top of mind») è la posizione più forte.
- Notorietà sollecitata (riconoscimento). Le persone riconoscono il marchio quando ne vedono il nome o il logo?
- Associazioni. Che cosa collegano le persone al marchio – qualità, prezzo, innovazione, radici regionali? Queste associazioni corrispondono al posizionamento desiderato?
- Considerazione e preferenza. Prenderebbero in considerazione un acquisto? Preferiscono il marchio alle alternative?
- Comportamento e raccomandazione. Comprano, ricomprano e raccomandano il marchio? Qui la notorietà si collega alla fedeltà alla marca.
Molte aziende godono di un elevato riconoscimento ma di associazioni deboli – le persone conoscono il nome, ma non sanno perché dovrebbero sceglierlo. Già questa constatazione può riorientare una strategia di branding.
Metodo 1: i sondaggi
I sondaggi sono l'unico modo per misurare direttamente ricordo, riconoscimento e associazioni. Domande tipiche:
- «Quali fornitori di [categoria] conosce?» (spontanea)
- «Di quali dei seguenti marchi ha sentito parlare?» (sollecitata, con un elenco che include i concorrenti)
- «Quali di queste affermazioni descrivono il marchio X?» (associazioni)
- «Con quale probabilità raccomanderebbe il marchio X a un amico o a un collega?» (Net Promoter Score)
Per ottenere risultati affidabili, il campione deve rappresentare il gruppo target. In Svizzera ciò include le regioni linguistiche: la notorietà nella Svizzera tedesca dice poco su quella in Romandia o in Ticino. Occorre interrogare le persone nella loro lingua, con questionari adeguatamente adattati – un marchio che vuole essere conosciuto come Branding Schweiz, branding Suisse e branding Svizzera deve misurare in tutte e tre le regioni. Panel online, istituti di ricerca di mercato e semplici strumenti di sondaggio per la propria clientela sono tutte opzioni possibili, a seconda del budget.
Metodo 2: i dati di ricerca
Quando le persone conoscono un marchio, lo cercano per nome. Le ricerche del nome del marchio sono quindi uno dei migliori indicatori a basso costo della notorietà:
- Google Search Console mostra quanto spesso le persone cercano il nome del marchio e le sue varianti, e come ciò cambia nel tempo.
- Google Trends mostra l'interesse di ricerca relativo per il marchio rispetto ai concorrenti, anche per regione svizzera.
- Gli strumenti per le parole chiave stimano il volume mensile delle ricerche del nome del marchio.
Conviene osservare la tendenza piuttosto che i numeri assoluti e filtrare il rumore – per esempio se il nome del marchio è anche una parola comune.
Metodo 3: l'analisi del sito web
- Il traffico diretto – visitatori che digitano l'URL o usano un segnalibro – indica persone che conoscono già il marchio.
- Il traffico organico legato al marchio – visite provenienti da ricerche del nome.
- Il traffico di referral – visite provenienti da articoli, repertori e partner che citano il marchio.
- I visitatori di ritorno – un indicatore di interesse che va oltre il primo contatto.
I dati analitici sono facili da raccogliere, ma vanno interpretati con cautela, poiché il consenso al tracciamento e le impostazioni sulla privacy fanno sì che non tutte le visite vengano registrate.
Metodo 4: share of voice e presenza mediatica
La share of voice confronta la frequenza con cui il marchio viene menzionato – nei media, online, nella pubblicità – con quella dei concorrenti. Si contano articoli di stampa, pubblicazioni di settore, citazioni nei podcast e recensioni online in un periodo definito. Una quota in crescita precede di solito un aumento della notorietà.
Metodo 5: il social listening
Gli strumenti di monitoraggio dei social media rilevano le menzioni del marchio, gli hashtag, la copertura e il sentiment (positivo, neutro, negativo). Per i marchi più piccoli può bastare una verifica manuale mensile di menzioni e commenti. Conviene prestare attenzione a che cosa dicono le persone, non solo a quanto spesso ne parlano – mostra quali associazioni si stanno formando.
Metodo 6: chiedere a clienti e team di vendita
Semplice e spesso dimenticato: chiedere ai nuovi clienti come hanno conosciuto l'azienda, nel modulo d'ordine o nel primo colloquio. I team di vendita possono annotare se i potenziali clienti conoscevano già il marchio prima del primo contatto. Con il tempo si ottiene un quadro chiaro dei canali che costruiscono notorietà.
Un set di KPI pratico
| Livello | KPI | Fonte | Frequenza |
|---|---|---|---|
| Notorietà | notorietà spontanea e sollecitata | sondaggio | annuale o semestrale |
| Notorietà | volume di ricerche del nome del marchio | Search Console, Trends | mensile |
| Percezione | adesione alle associazioni chiave | sondaggio | annuale |
| Presenza | share of voice, sentiment | monitoraggio media e social | trimestrale |
| Comportamento | traffico diretto, richieste, conversione | web analytics, CRM | mensile |
| Raccomandazione | Net Promoter Score | sondaggio tra i clienti | semestrale |
Impostare un piano di misurazione in sei fasi
- Definire gli obiettivi. Che cosa deve cambiare – la notorietà in una nuova regione, una nuova associazione, più raccomandazioni?
- Scegliere un numero ridotto di KPI che riflettano questi obiettivi. Da cinque a otto indicatori sono sufficienti.
- Misurare un valore di partenza prima di un rebranding o di una campagna. Senza un punto di partenza, il cambiamento non può essere dimostrato.
- Misurare regolarmente con le stesse domande, gli stessi campioni e gli stessi metodi, affinché i risultati siano confrontabili.
- Confrontarsi con due o tre concorrenti.
- Riferire e agire. Discutere i risultati con la direzione e adeguare il piano.
Le FAQ su come misurare se il branding funziona offrono una breve panoramica, e come fare un rebranding senza perdite spiega perché i valori di partenza sono importanti prima di ogni cambiamento.
Difficoltà tipiche
- Ritardo. Gli effetti di marca si accumulano nel corso di mesi e anni; una strategia non va giudicata dopo un solo trimestre.
- Attribuzione. La notorietà ha raramente un'unica causa. Conviene cercare schemi coerenti tra i diversi metodi piuttosto che la prova di una sola metrica.
- Campioni ridotti. Nei mercati B2B di nicchia, qualche decina di interviste qualitative può essere più utile di un grande sondaggio.
- Branding incoerente. Se logo, nome e messaggio cambiano di continuo, resta poco di stabile da misurare. Un'identità visiva coerente è un presupposto per un monitoraggio significativo.
Ulteriori approfondimenti sono disponibili in altri articoli sulla notorietà del marchio.
Trovare supporto
Molte agenzie di branding aiutano a impostare il brand tracking, spesso insieme a partner di ricerche di mercato. Conviene affrontare il tema della misurazione presto nel progetto – le FAQ su come si svolge un progetto di branding mostrano dove si colloca. Agenzie che offrono strategia e misurazione si trovano a Zurigo, Berna, Losanna, Basilea e Zugo. Per la base strategica su cui poggia la misurazione, si veda la forza del branding.
Conclusione
La notorietà del marchio si può misurare – non con un singolo numero, ma con una combinazione di sondaggi, dati di ricerca, web analytics, monitoraggio dei media e dei social e semplici domande ai clienti. Occorre definire obiettivi chiari, misurare un valore di partenza, seguire con costanza pochi KPI significativi e confrontarsi con i concorrenti. Ciò che si misura si può gestire – e migliorare.
Sta pianificando un progetto di branding con obiettivi misurabili? Ci invii il Suo progetto: lo inoltreremo a un massimo di tre agenzie di branding in Svizzera adatte. Le agenzie possono iscriversi gratuitamente.